Le città: culle e catalizzatori per l’economia circolare
Le città hanno un ruolo chiave da svolgere nella transizione verso un’economia circolare, perchè hanno la scala e la densità adatte per “chiudere il cerchio” nell’utilizzo delle risorse, la possibilità di creare sinergie e di disegnare processi partecipativi innovativi e inclusivi.
Una città “circolare” verosimilmente dovrebbe includere:
- un parco edifici progettato in modo modulare e flessibile, costruito con materiali sostenibili che migliorano la qualità della vita di chi abita gli spazi e riducono al minimo l’uso di materie prime vergini
- sistemi energetici da fonti rinnovabili e distribuite, con perdite minime
- un sistema di mobilità urbana accessibile, conveniente, efficiente e multimodale, poggiante sul trasporto pubblico, con car sharing elettrico “on demand” come soluzione flessibile dell’ultimo miglio
- una bioeconomia urbana in cui i nutrienti vengono recuperati dalla frazione organica dei rifiuti e delle acque reflue per essere restituiti al suolo come fertilizzante utilizzato sia per l’agricoltura urbana che rurale
- sistemi di produzione e di scambio che incoraggiano la creazione di “circuiti di valore locale” (simbiosi industriale tra aziende e settori diversi, Maker-labs, banche di risorse collettive, piattaforme digitali per la condivisione di beni, materiali e servizi)
- logistica di ritorno per facilitare riuso, riparazione e ricondizionamento/rigenerazione dei prodotti.
Per riuscirci, occorre cambiare il modo di pianificare, progettare e finanziare i sistemi urbani. Le applicazioni finora riscontrate, tuttavia, mancano spesso della necessaria visione “olistica”, in grado di andare oltre la tradizionale gestione delle acque e dei rifiuti.
Per aiutare ad esplorare questo potenziale inespresso, la Commissione Europea ha quindi avviato un’iniziativa ad hoc per città e regioni circolari (CCRI), che andrà a finanziare iniziative pilota in grado di coinvolgere tutti gli attori rilevanti di un dato territorio: pubbliche amministrazioni e aziende di servizi pubblici locali; mondo produttivo, incluse le PMI; hub di ricerca e innovazione; banche e intermediari finanziari; terzo settore.
Si punta così a rendere le città protagoniste della transizione ecologica, culla ed elemento trainante del decollo verso un’economia circolare.
